<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>lauramanione.it &#187; previsioni</title>
	<atom:link href="https://www.lauramanione.it/wordpress_it_IT_4_2_2/erbariointimo,fotografia,fotografiaconcettuale,/previsioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lauramanione.it/wordpress_it_IT_4_2_2</link>
	<description>progetti di cultura fotografica</description>
	<lastBuildDate>Thu, 04 Apr 2024 14:49:20 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.27</generator>
	<item>
		<title>Del vento e della pioggia</title>
		<link>https://www.lauramanione.it/wordpress_it_IT_4_2_2/2016/06/07/del-vento-e-della-pioggia/</link>
		<comments>https://www.lauramanione.it/wordpress_it_IT_4_2_2/2016/06/07/del-vento-e-della-pioggia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Jun 2016 16:18:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[laura.manione@gmail.com]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Alfred Stieglitz]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Edward Weston]]></category>
		<category><![CDATA[fenomeni atmosferici]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Vimercati]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[haiku]]></category>
		<category><![CDATA[Josef Sudek]]></category>
		<category><![CDATA[meteorologia]]></category>
		<category><![CDATA[Minor White]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Rinko Kawauchi]]></category>
		<category><![CDATA[sensi]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Di Marco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lauramanione.it/wordpress_it_IT_4_2_2/?p=315</guid>
		<description><![CDATA[&#160; In un’intervista rilasciata nel 2007, Roni Horn, artista che apprezzo molto, dichiarava: «Il tempo è una parte importante della nostra vita. È costante nella sua indifferenza nei nostri confronti e comunque imprevedibile, fa sì che tutte le circostanze siano complesse e che in definitiva sfuggano al nostro controllo. A me pare sia essenziale avere &#8230; <a href="https://www.lauramanione.it/wordpress_it_IT_4_2_2/2016/06/07/del-vento-e-della-pioggia/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Del vento e della pioggia</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_319" style="width: 604px;" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.lauramanione.it/wordpress_it_IT_4_2_2/wp-content/uploads/2016/06/Di-marco.jpg"><img class="size-large wp-image-319" src="http://www.lauramanione.it/wordpress_it_IT_4_2_2/wp-content/uploads/2016/06/Di-marco-1019x1024.jpg" alt="© Stefano Di Marco, &quot;Normandia&quot;, 2004" width="604" height="607" /></a><figcaption class="wp-caption-text">© Stefano Di Marco, &#8220;Normandia&#8221;, 2004</figcaption></figure>
<p>In un’intervista rilasciata nel 2007, Roni Horn, artista che apprezzo molto, dichiarava: «Il tempo è una parte importante della nostra vita. È costante nella sua indifferenza nei nostri confronti e comunque imprevedibile, fa sì che tutte le circostanze siano complesse e che in definitiva sfuggano al nostro controllo. A me pare sia essenziale avere qualcosa che ci dice chi siamo, e il clima ha un suo modo per fare proprio questo. Ho sempre preso il tempo meteorologico in modo molto personale. Freud dice che “parlare del tempo è parlare di se stessi”. E io sono attratta dal tempo tanto per quello che è in sé, quanto per ciò che la gente ha da dire a suo riguardo. La bellezza del tempo è che tutti lo condividiamo equamente, e in questo momento nella nostra storia potrebbe trattarsi dell’unica cosa che abbiamo in comune».<br />
Per ciò che mi riguarda, la citazione lucida ed esauriente della Horn, con cui sono in pieno accordo, sarebbe sufficiente a chiudere questo articolo, ma voglio concedermi lo spazio per un’ulteriore digressione foto-meteorologica.<br />
Al di là dei lavori di autori molto conosciuti, che già fornirebbero esempi soddisfacenti, chiunque pratichi i <em>social</em> e osservi il flusso di immagini che li invade, sa che esiste una sorta di stagionalità fotografica a cui pochi sfuggono. Le prime nebbie e la prima neve sono declinate in ogni <em>maniera</em>, così come l’auspicato apparire del sole primaverile, seguito dalle piogge insistenti che sembrano invece tardare l’arrivo dell’estate, dall’immobile canicola di luglio, dai temporali ferragostani e via dicendo, con circolarità.<br />
Il tempo ci spinge a scattare immagini e, di conseguenza, se ben approcciato, potrebbe essere il grimaldello per aprire stanze più intime di noi stessi, abitate da umori, storie e desideri.<br />
Tornando ai nomi noti, sussistono campioni di raro incanto legati alle condizioni meteorologiche, basti pensare, fra tutti, a <em>The Magic Garden during a Summer Shower</em>[Acquazzone d&#8217;estate nel giardino incantato] di Joseph Sudek, che confesso essere tra le mie fotografie preferite in assoluto.</p>
<figure id="attachment_316" style="width: 604px;" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.lauramanione.it/wordpress_it_IT_4_2_2/wp-content/uploads/2016/06/FH003-Sudek-01.jpg"><img class="size-large wp-image-316" src="http://www.lauramanione.it/wordpress_it_IT_4_2_2/wp-content/uploads/2016/06/FH003-Sudek-01-1024x771.jpg" alt="© Joseph Sudek, The Magic Garden during a Summer Shower, 1954-1959" width="604" height="455" /></a><figcaption class="wp-caption-text">© Joseph Sudek, &#8220;The Magic Garden during a Summer Shower&#8221;, 1954-1959</figcaption></figure>
<p>Ciò che però mi pare più significativo, in un’ottica squisitamente fotografica, è che esista una sostanziale differenza tra il modo di percepire il tempo tra Occidente e Oriente, differenza che ha indubbie ricadute sulla produzione delle immagini.<br />
Ho avuto modo di approfondire l’argomento durante la preparazione del mio laboratorio “Fotografie in forma di <em>haiku</em>”, tenuto lo scorso anno, ma siccome ogni laboratorio è un <em>working progress</em>, ora mi sento di aggiungere una postilla che mi auguro possa essere di qualche interesse.<br />
I giapponesi hanno stilato, nei secoli, un rigoroso lemmario con vocaboli pescati dal serbatoio naturalistico-meteorologico, la cui presenza all’interno di uno<em> haiku</em>, denominata<em> kigo</em> o piccolo <em>kigo</em>, svolge la funzione prestabilita di fornire al lettore un rimando a una delle quattro stagioni. Alla primavera appartengono lo sciogliersi della neve, lo zefiro, la pioggerellina; all’estate il sole di mezzogiorno, la foglia bruciata dal sole, la calura; all’autunno il vento, la nebbia; all’inverno la neve o la tormenta.<br />
Ora, vi sono fotografi occidentali che espressamente si sono ispirati a quei “lievi coaguli di versi”, come li definiva Andrea Zanzotto, per realizzare le loro immagini: da Stieglitz a Weston, da Minor White a Vimercati, per citarne alcuni, ma restano comunque casi isolati, mentre per gli autori nipponici il tempo è quasi sempre – in linea con la loro tradizione poetica &#8211;  uno stato impermanente e fluttuante ma indiscutibile, un presupposto da accettare, dal quale farsi sorprendere e con il quale far collimare un altrettanto mutevole paesaggio interiore.</p>
<figure id="attachment_317" style="width: 604px;" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.lauramanione.it/wordpress_it_IT_4_2_2/wp-content/uploads/2016/06/Rinko-Kawauchi-Untitled-dalla-serie-Illuminance-2009-©-Rinko-Kawauchi.jpg"><img class="wp-image-317" src="http://www.lauramanione.it/wordpress_it_IT_4_2_2/wp-content/uploads/2016/06/Rinko-Kawauchi-Untitled-dalla-serie-Illuminance-2009-©-Rinko-Kawauchi.jpg" alt="©  Rinko Kawauchi, Untitled,  dalla serie “Illuminance”, 2009" width="604" height="592" /></a><figcaption class="wp-caption-text">© Rinko Kawauchi, Untitled, dalla serie “Illuminance”, 2009</figcaption></figure>
<p>Al contrario, per noi, più che i fenomeni atmosferici in sé, hanno progressivamente acquisito più importanza le previsioni metereologiche. Prevedere significa affidarsi a un’ipotesi di futuro basata su degli indizi, come ci insegna il dizionario, ma <em>pre</em>-vedere, per chi pratica la fotografia, potrebbe significare anche preparare lo sguardo, prefigurarsi un’immagine.<br />
Un’azione utile? Nel caso specifico, penso di no. Meglio meravigliarsi, non sapere se domattina pioverà o ci sarà il sole, ma affidarsi al caso, ammettere, insieme con Roni Horn, che qualcosa può e deve sfuggire al nostro controllo. Meglio amplificare le nostre capacità sensoriali durante esperienze dirette e inattese, approfittando delle condizioni climatiche, variabili e incostanti, per raccontare, con la fotografia, la caducità e la capacità di rinnovamento che ci rendono umani.<br />
Forse, con il disgelo, come recita uno <em>haiku</em> di Natsume Sōseki (1867-1916), finiremmo per afferrare la grazia di  «<em>Poter rinascere/piccolo…/Pari a violetta».</em></p>
<p><em> </em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lauramanione.it/wordpress_it_IT_4_2_2/2016/06/07/del-vento-e-della-pioggia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>11</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
