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	<title>lauramanione.it &#187; idee</title>
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	<description>progetti di cultura fotografica</description>
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		<title>The Fool on The Hill</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2016 14:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[laura.manione@gmail.com]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comincio subito con una premessa: questo articolo è decisamente meno interessante di altri, poiché racconta del mio modus operandi, argomento che si può legittimamente considerare noioso. Ma una puntualizzazione, ogni tanto, va fatta. E questo, dal momento che è il mio spazio, mi sembra lo spazio adatto. Voglio partire metaforicamente lontano dalla fotografia, per poi &#8230; <a href="https://www.lauramanione.it/wordpress_it_IT_4_2_2/2016/11/10/the-fool-on-the-hill/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">The Fool on The Hill</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_566" style="width: 604px;" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.lauramanione.it/wordpress_it_IT_4_2_2/wp-content/uploads/2016/11/IMG_9688.jpg"><img class="size-large wp-image-566" src="http://www.lauramanione.it/wordpress_it_IT_4_2_2/wp-content/uploads/2016/11/IMG_9688-1024x742.jpg" alt="© Mario Tinelli, “Ore 16: lezione di botanica”, 2012" width="604" height="438" /></a><figcaption class="wp-caption-text">© Mario Tinelli, “Ore 16: lezione di botanica”, 2012</figcaption></figure>
<p>Comincio subito con una premessa: questo articolo è decisamente meno interessante di altri, poiché racconta del mio<em> modus operandi</em>, argomento che si può legittimamente considerare noioso. Ma una puntualizzazione, ogni tanto, va fatta. E questo, dal momento che è il <em>mio</em> spazio, mi sembra lo spazio adatto. Voglio partire metaforicamente lontano dalla fotografia, per poi tornarci, <em>ça va sans dire</em>.<br />
In collina ho una piccola casa, ereditata dai bisnonni, un <em>buen retiro</em>, che soprannomino propriamente &#8220;Schifaguai&#8221;, dietro cui si estende un grande prato, che definisco, impropriamente, &#8220;il frutteto&#8221;.<br />
Impropriamente perché vi crescono alberi piantati dalla mia famiglia più un secolo fa, cespugli di rovo spontanei che producono gran quantità di more e alberelli ancora giovani, messi a dimora da me e mio padre, che solo da qualche stagione ci regalano un paio di frutti al massimo. Insomma, nulla di razionalizzato. Un frutteto semi spontaneo, “all’inglese”, per scherzarci su.<br />
Nel prato, che è proprietà privata, mancano intenzionalmente due elementi: la recinzione e l&#8217;orticello.<br />
Non li ho mai voluti. Vero, spesso mi rubano i frutti maturi e gli epiteti con cui commento gli autori del gesto non sono degni di una donna di classe, ma gli alberi sono generosi e producono comunque in abbondanza. Una volta all&#8217;anno passano le pecore, che portano disordine e lanuggine, però concimano bene. Sul terreno, i cavalli condotti a spasso dai loro cavalieri, lasciano profonde impronte degli zoccoli. Eppure l’erba continua a crescere, verde e rigogliosa.<br />
Lo stesso vale per il mio lavoro: non ho orticelli da difendere, nessuna recinzione da costruire, nessun muro da alzare. Quindi – come succede piuttosto sovente negli ultimi tempi – anche se “per il mio bene”, non consigliatemi di tenere segreti i miei progetti. Non lo farò mai e provo una sorta di tristezza per chi, &#8220;afflitto&#8221; da eccessiva circospezione, coltiva la reticenza.<br />
Volete copiarmi? Mi date lo stesso danno di chi mi ruba due fichi maturi. L’albero resta mio, le radici sono profonde, ciò che è destinato a maturare, maturerà ancora. Vi piace spiare ciò che faccio? E perché sbriciare stando ai bordi? Rinunciate a un po’ di <em>voyeurismo</em> e <em>pruderie</em>, entrateci dentro, non ci sono paletti. Concimate pure voi, come le pecore, se vi va. Sentite l’urgenza di criticarmi? Fatelo apertamente, è più dignitoso. Vi ascolterei con attenzione, nessuno è perfetto, potrei migliorare.<br />
Mantengo riserbo unicamente su intuizioni che si presentano come un germoglio fragile di cui non posso prevedere lo sviluppo. Anticiparlo sarebbe un antipatico esercizio narcisistico.<br />
Ciò che invece ha attecchito – secondo il mio parere, ma è delle mie idee che sto scrivendo, dunque posso farlo – non resta né segreto, né esclusivo (aggettivo, quest’ultimo, che mi provoca l’orticaria).<br />
Sono un libro aperto e per natura amo il confronto. Non l’ho mai temuto. Così come non temo un ladro di mele.</p>
<p><em>Postilla</em>: la foto che correda questo articolo è stata scattata da Mario Tinelli, amico e bravo fotografo, durante una giornata trascorsa con Pierangelo Cavanna e Vittore Fossati alla &#8220;Schifaguai&#8221;. Ho cucinato per loro frittate di luppolo selvatico, un risotto all’ortica, pancetta e mandorle e una torta farcita con la marmellata fatta da me. Abbiamo bevuto ottimo vino rosso, discusso dei nostri progetti e delle nostre vite. E abbiamo riso molto.</p>
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