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	<title>Commenti a: I filtri di Nerone</title>
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	<description>progetti di cultura fotografica</description>
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		<title>Di: laura.manione@gmail.com</title>
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		<dc:creator><![CDATA[laura.manione@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2016 12:03:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non della realtà, Claudio, di se stesso.
Grazie per il commento!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non della realtà, Claudio, di se stesso.<br />
Grazie per il commento!</p>
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		<title>Di: Claudio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2016 11:04:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si potrebbe azzardare che ogni fotografo, con la sua attrezzatura dell&#039;immagine, implicitamente pretenda di rappresentare la giusta interpretazione della realtà. 
A questa considerevole immanenza, soccorre la precipua imperfezione della Fotografia...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si potrebbe azzardare che ogni fotografo, con la sua attrezzatura dell&#8217;immagine, implicitamente pretenda di rappresentare la giusta interpretazione della realtà.<br />
A questa considerevole immanenza, soccorre la precipua imperfezione della Fotografia&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: laura.manione@gmail.com</title>
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		<dc:creator><![CDATA[laura.manione@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2016 16:02:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grazie a te per l&#039;altrettanto interessante analisi, Gabriella!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a te per l&#8217;altrettanto interessante analisi, Gabriella!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Gabriella Martino</title>
		<link>https://www.lauramanione.it/wordpress_it_IT_4_2_2/2016/09/23/i-filtri-di-nerone/#comment-72</link>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2016 23:19:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Penso che il successo incondizionato dei filtri, sia delle app più diffuse, sia quelli materiali in vetro, testimonino che anche per i &#039;fotografi&#039; meno consapevoli la realtà si possa solo rappresentare, non riprodurre. Questo procedimento passa spesso per stereotipi, regole e regolette, che paradossalmente testimoniano non la volontà di rendere il reale, quanto quella di mostrarne una dimensione di presupposta e impossibile perfezione; non si può dubitare del carattere costituzionalmente &#039;mistificatorio&#039; della fotografia, già a partire dalla semplice scelta di includere o no porzioni di realtà nei confini dei suoi bordi. Da qui il passo al colore come elemento semantico di un&#039;immagine è breve]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che il successo incondizionato dei filtri, sia delle app più diffuse, sia quelli materiali in vetro, testimonino che anche per i &#8216;fotografi&#8217; meno consapevoli la realtà si possa solo rappresentare, non riprodurre. Questo procedimento passa spesso per stereotipi, regole e regolette, che paradossalmente testimoniano non la volontà di rendere il reale, quanto quella di mostrarne una dimensione di presupposta e impossibile perfezione; non si può dubitare del carattere costituzionalmente &#8216;mistificatorio&#8217; della fotografia, già a partire dalla semplice scelta di includere o no porzioni di realtà nei confini dei suoi bordi. Da qui il passo al colore come elemento semantico di un&#8217;immagine è breve</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: laura.manione@gmail.com</title>
		<link>https://www.lauramanione.it/wordpress_it_IT_4_2_2/2016/09/23/i-filtri-di-nerone/#comment-71</link>
		<dc:creator><![CDATA[laura.manione@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2016 21:46:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grazie per il tuo puntuale e prezioso commento, Giuseppe]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per il tuo puntuale e prezioso commento, Giuseppe</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giuseppe pagano</title>
		<link>https://www.lauramanione.it/wordpress_it_IT_4_2_2/2016/09/23/i-filtri-di-nerone/#comment-70</link>
		<dc:creator><![CDATA[giuseppe pagano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2016 19:57:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La querelle inizia già nel momento in cui si coglie la fotografia. 
Pensiamo alle tentazioni tipiche odierne, per lo più del mondo fotoamatoriale: 
quella di oggettivare (la neve DEVE essere bianca.  Se la fotografia ce la restituisce con delle dominanti, va corretta. E&#039; pazzesco, come se la neve non riflettesse i colori di ciò che ha intorno, a cominciare dal cielo...);
quella di  enfatizzare (filtri, filtrini e lastre digradanti - stavo per scrivere degradanti, e forse era più giusto - perché il cielo in alto deve essere più scuro e più blu, perché un cielo slavato non ha senso... ahimè);
quella di... anticare (quante valide foto vediamo pateticamente virate seppia o azzurrino... e con un po&#039; di graffi e sporco, giusto per gradire. Peccato).
Nella stragrande maggioranza dei casi è così, eccezion fatta per quella piccola percentuale dove l&#039;escamotage ha un suo senso.
Passando al tuo quesito specifico, ossia cosa fare per le foto del passato, credo non si possa dare una risposta generica: dipende caso per caso.
Una foto ricordo dei  parenti che pian piano nell&#039;album ha assunto una dominante può anche andar bene così.  Come pure una foto strettamente documentaria, dove l&#039;ingiallimento ne certifica quasi la datazione.  Però una foto d&#039;atmosfera, dove il colore aveva un senso prioritario, se riportata alla sua purezza (ammesso che sia possibile) va altrettanto bene.
Con tutte le varianti del caso, s&#039;intende.
Grazie dell&#039;interessante articolo, ciao!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La querelle inizia già nel momento in cui si coglie la fotografia.<br />
Pensiamo alle tentazioni tipiche odierne, per lo più del mondo fotoamatoriale:<br />
quella di oggettivare (la neve DEVE essere bianca.  Se la fotografia ce la restituisce con delle dominanti, va corretta. E&#8217; pazzesco, come se la neve non riflettesse i colori di ciò che ha intorno, a cominciare dal cielo&#8230;);<br />
quella di  enfatizzare (filtri, filtrini e lastre digradanti &#8211; stavo per scrivere degradanti, e forse era più giusto &#8211; perché il cielo in alto deve essere più scuro e più blu, perché un cielo slavato non ha senso&#8230; ahimè);<br />
quella di&#8230; anticare (quante valide foto vediamo pateticamente virate seppia o azzurrino&#8230; e con un po&#8217; di graffi e sporco, giusto per gradire. Peccato).<br />
Nella stragrande maggioranza dei casi è così, eccezion fatta per quella piccola percentuale dove l&#8217;escamotage ha un suo senso.<br />
Passando al tuo quesito specifico, ossia cosa fare per le foto del passato, credo non si possa dare una risposta generica: dipende caso per caso.<br />
Una foto ricordo dei  parenti che pian piano nell&#8217;album ha assunto una dominante può anche andar bene così.  Come pure una foto strettamente documentaria, dove l&#8217;ingiallimento ne certifica quasi la datazione.  Però una foto d&#8217;atmosfera, dove il colore aveva un senso prioritario, se riportata alla sua purezza (ammesso che sia possibile) va altrettanto bene.<br />
Con tutte le varianti del caso, s&#8217;intende.<br />
Grazie dell&#8217;interessante articolo, ciao!</p>
]]></content:encoded>
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